Rieccomi
Cari amici, rinnovo finalmente il sito in occasione della pubblicazione di un romanzo scritto da me. E' finalmente uscito ed il titolo è “E’ finita la benzina” edito da Mondadori.
E’ una storia. Ricca di divagazioni e di racconti nel racconto, di colpi di scena, truculenti omicidi e scenari di apocalisse domestico. Qualcuno di quelli che leggeranno queste righe, mi conosce. Sa che quando sono in estro riesco a farlo ridere con ragionamenti surreali ma così tanto, dico io, ancorati alla realtà.
Bè questo romanzo è la summa, di molte cose che vediamo tutti i giorni e ci restano nella mente come fuliggine nella stufa. Ne ho tirate fuori alcune, le ho messe insieme e ho immaginato cosa succederà fra trent’anni di noi, delle nostre abitudini, delle nostre vite se .. Compralo on line
Dicono del libro
E' finita la benzina
Beppe Tosco, Mondadori, Milano 2010 - Silvia Passini tratto da LIFEGATE
Beppe a LIFEGATE puntata 80 del 19 aprile
NEW!!
Recensione del libro su Comedy Planet
Drammi ecologici e umani in chiave comica. Un romanzo tragicomico, surreale.
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Quando non basta l'Autan
Si è chiusa l’estate e con essa l’annoso problema zanzare.
Ora che siamo fra noi e nessuno ci ascolta, ne il buon dio che quand’anche fosse in ascolto tutto perdona, ne gli animalisti malati.
Diciamolo.
Alla maniera di Hemingway
Qui troverete quattro (per ora ) racconti di genere totalmente diverso da quello a cui sono abituato e con stile diverso da quello che mi viene congeniale adoperare.
Si tratta infatti di storie, per quanto paradossali e curiose, realmente accadute.
Accadute a me, negli anni passati ad andare in canoa, pescare, e scatafrattarmi per posti sperduti fra le montagne. Storie dedicate in particolare agli incontri con animali più o meno selvaggi che ho avuto nel corso di queste mie fughe dalla civiltà.
Una specie di piccolo inadeguato Hemingway che invece di raccontare storie di caccia e pesca in un mondo ancora in parte inesplorato e selvaggio, racconta storie di chi cerca spazi ancora liberi e sconfinati in quella scarpaccia superaffollata che è la nostra Italia.
Mi farebbe piacere se commentaste i due per ora racconti inseriti nel sito , presto ne aggiungerò altri, ma vorrei un parere sincero anche e soprattutto da chi si sente animalista nell’anima.
Perle di saggezza
- Oltre l'Autan
- Stupore di cane
- JECKILL E HYDE - Racconto Gotico
- Il cane che divenne saggio
- Josè Peperito - Racconto Western
- La fontana di gatti
- Il mistero del lago Bringuez
- I dialoghi dei call center
- Francesca e il cinghiale
- Il Barbiere
QUANDO NON BASTA L’AUTAN
Si è chiusa l’estate e con essa l’annoso problema zanzare. Ora che siamo fra noi e nessuno ci ascolta, ne il buon dio che quand’anche fosse in ascolto tutto perdona, ne gli animalisti malati. Diciamolo.
Quanto le odiamo? Quelle bestie da dio create ma su progetto del demonio? Quanto. Se alle due di notte, quando vi sentite sciogliere nell’abbandono che prelude all’incoscienza del letargo, che è ciò che di più magnifico il creatore ci ha dato, l’ultima cosa che volete sentire è quel bzzz… accanto all’orecchio che viene e si allontana, e che quando si arresta di scatto deposita su di voi quell’esserino putrido a cui dio avrebbe fatto meglio a destinare come cibo il marmo e farglielo sbriciolare a testate. Puttane. Le zanzare son tutte puttane con rispetto per chi lavora. Bastarde zoccole dovete morire vorrei spezzarvi le zampine e con una mossa di judo infilarvi il vostro stesso pungiglione nel culo.
Detto questo, passiamo ad osservare brevemente le zanzare dipinte sul soffitto della casa affittata per le vacanze.
Un vezzo del proprietario.
Sono macchioline puntini e sgorbi che nella luce dell’alba chiara dopo la notte di gramerie per colpa dei nostri piccoli afidi che altro non sono se non delle puttane. Le zanzare son tutte puttane con rispetto per chi lavora. Bastarde zoccole dovete morire vorrei spezzarvi le zampine e con una mossa di judo infilarvi il vostro stesso pungiglione nel culo.
Ho fatto copia e incolla, ne valeva la pena. Dicevo. Dopo una notte passata a soffrire, veder nella prima luce quei piccoli imbrogli dipinti al soffitto porta a prendere una sedia, salirci, e con gli occhi ancora velati piazzare una manata di forza su uno di quei simulacri, di quegli inganni malnati. E spesso ciò che colpiamo con forza è un chiodo. La testina di un chiodino insulso alla quale il palmo della mano si attacca e tocca chiamare il 118.
Se ne prendo qualcuna la lascio distrutta dov’è o meglio ancora la metto in bella vista , di monito alle altre. Dobbiamo forse dar ragione al conte Dracula che impalava i nemici e li lasciava a monito sui confini? Mi chiedo se a fronte di provocazioni importanti non reagirei così anch’io e anche voi. Attenti a giudicare allora.
Ma veniamo al tema che mi preme. I prodotti per eliminare le zanzare.
Cominciamo dai prodotti considerati i migliori dagli amanti dell’ecologia, i prodotti naturali. Cominciamo dai vari citronelli limoncelli gerani lattughino e cetriol.
Eliminano le zanzare. Ma l’anno dopo che vi hanno punto.
Infondono alla zanzara solo malesseri leggeri, piccoli fastidi, contrattempi.
Colorito brutto, brufoli, doppie punte...senso di affaticamento, prurito, una certa rigidità nelle articolazioni, leggera stitichezza.
La zanzara che respira cetriol subisce danni che non le impediscono di farne a voi.
Cammina momentaneamente coi piedi piatti, suda intorno al collo, non riesce a scacciare l’odore dell’aglio neppure mettendo le dita con cui lo ha sfogliato sotto l’acqua corrente, accusa pruriti e acne giovanile ma nulla di più, nulla che le impedisca di mordere. Una zanzara tigre che inala limonetto o citronassa strabuzza gli occhi ha un cedimento delle zampe poi tira un rutto e sta meglio di prima. Il geranio invece le spettina.
Amici naturopati? A me sta bene curare il catarro a tempi lunghi, levarmi le allergie con prodotti omeopatici che intervengono nell’arco di sessant’anni, mi piace anche, se ho mal di schiena, spalmarmi l’arnica che risolve un colpo della strega nell’arco di soli sei mesi e con l’impiego di appena dieci chili di pomata. Ci credo, ci sto.
Ma le zanzare me le dovete levare dalle balle subito. Fate come vi pare, volete usare solo prodotti naturali che non intossicano? E allora sparateglieli contro, almeno! Un tronchetto di liquirizia è naturale ma alla zanzara fa male solo se glielo sparate in testa.
Con gli zampironi ho fatto pace. Incastrare due spirali una nell’altra l’ho già detto in altra sede è da persone psichicamente disturbate, ma ci ho fatto pace. Me ne sono fatto una ragione, non ci penso più. Ora non cerco più di districarli, li brucio insieme e vaffanculo. Fanno più fumo che una portaerei in fiamme ma almeno mi sento meno stupido che a giocare agli Shangay con due spiralette ritorte.
Ma è dell’Autan, che voglio parlare.
Io l’ho sempre considerato un amico. Nell’arco degli anni me ne sono fatto piacere anche l’odore. Vado a pesca se è il caso patinato di Autan. Lo uso in stick, spray, liquido e se lo facessero da dare a pennello mi darei due mani più una terza di rifinitura, ma adesso che è uscito l’Autan Extreme rifletto.
Se l’Autan normale funzionava, come mai, fare l’Extreme? Se l’Autan è già micidiale, come mai hanno fatto l’Autan Plus e l’Estreme?
Delle due l’una. O quello normale non fa, e allora perché lo vendete, o l’Extreme fa di più. Ma cosa? Oltre a uccidere le zanzare ne violenta gli orfani? Saccheggia le loro case e chiude loro i canali umanitari?
Non sarà che anche in questo caso subentra la bella abitudine che abbiamo da un po’ di tempo in qua di dovere sempre andare oltre? Di esagerare? Ecco che allora mi metto anch’io, a esagerare. Mi piace.
Autan Ipno.
Convince le zanzare che le mosche siano più gustose di noi. E ci leviamo due belle rogne in un colpo solo.
Autan reverse. Storce loro il pungiglione. Convinte di forare noi si penetrano da sole.
Autan Paralize. Inibisce loro le ali. Le zanzare restano tali ma devono andare a piedi. Passando il tempo con quelle zampine ridicole a inseguirci nei nostri spostamenti senza mai raggiungerci. Ci fosse lo vorrei. Vederle camminare in gregge dietro di me che con un passo ne faccio mille dei loro. Aspettare osservandole con la coda dell’occhio e quando stanno per raggiungermi fingere di aver dimenticato qualcosa nell’altra stanza.
Autan Tango. Prima di immergere il loro pungiglione nella nostra pelle la zanzara zampetta a lungo per trovare il punto buono. Col Tango non smetterà più di farlo. Avremo quindi zanzare che non mordono ma si esibiscono in un tango figurato sul nostro corpo, non solo ma trovandosi in numero maggiore di 12 le zanzare si esibiranno anche in balli di gruppo da festa del patrono.
Ed ora spingiamoci sulla cattiveria vera, quella che ci vuole quando l’avversario è odioso.
Autan Sodomy. Allucinogeni e ferormoni costringeranno le zanzare ad estenuanti rapporti contro natura fino al collasso.
Autan versus Zampirone. Con questa innovativa varietà di Autan le zanzare si concentreranno tutte e solo per pungere quel pirla che ha messo nelle confezioni due zampironi incastrati uno nell’altro, scusate ma questa cosa a differenza di quel che credevo non mi va giù. Lo voglio vedere coperto di zanzare come se indossasse una felpa. Sto pirla. Volevi risparmiare, cretinetti? Ma non lo sai che nove volte su dieci ci si sbriciolano in mano? Per un tuo vezzo, io devo farmi venire la pazienza che non ho, per disincastrare quei due mattoncini friabili? E per buona misura mi metti anche i ferretti per tener sollevato il tuo fetido prodotto di lamierino che si piegano solo a guardarli? Voglio un Autan che le zanzare del mondo te le dirotti tutte contro. E hai poi voglia, di cincischiare con le dita i tuoi zampironi del piffero. Ti gonfiano, caro mio.
E terminiamo con un ultimo Autan , micidiale, che vorrei colpisse solo ed esclusivamente un, tipo di zanzare. Quelle luride carogne nate male che dovrebbero incenerirsi quando sono ancora nel ventre della loro madre e farla esplodere quando ancora prova piacere per l’accoppiamento.
Parlo delle zanzare che ti pizzicano sulle nocche delle mani o peggio sulle dita dei piedi.
Hai tanto posto, dove mordere, tanto. Anche il più mingherlino di noi si porta appresso almeno 40 chili di carne e qualche metro quadrato di pelle. Spazio ce n’è. E tu mi mordi sulle nocche? Dove grattare non da sollievo?
Se c’è una cosa buona, nel morso delle zanzare, è potersi grattare alla faccia di tutti quelli che dicono che grattare è peggio. Sarà peggio, ma al momento è un toccasana. Meno che sulle nocche e sui ditini dei piedi.
Lì diventa supplizio.
E tu lì, mi vai a mordere? Su una sagoma di un metro e ottanta per sessanta spessa trenta? Faccia di merda? Succhiavi la stessa broda da qualsiasi altra parte, no? Il sangue che circola lì è uguale a tutto il resto in circolazione! Ma tu no. Tu scegli le parti in cui la carne è poca e il tuo veleno si concentra meglio. E ancora di più ti odio. E vorrei che uno scienziato pazzo costruisse un Autan che a inalarlo ti rotolasse nelle allucinazioni e nella mente dei matti. Che un sospiro solo di quell’Autan ti infondesse la voglia irresistibile di iscriverti ad una delle università della Cepu. Che solo un alito di questo godibilissimo Autan ti togliesse la voglia di vivere ma non ti facesse venire quella di morire, in modo tale da vederti girare come uno zombi di Michael Jackson. Vorrei che non ci fossero paludi per te, ne pozze di acqua stagnante su cui sostare ne luogo in cui tu possa anche solo per un attimo riposare ma ti costringesse solo e sempre a volare fino a che le tue ali si consumeranno, la loro portanza non sarà più in grado di sostenerti e picchierai di muso sul selciato rovente di Gubbio durante la corsa dei Ceri. E che infine, per toccare anche gli affetti a te più cari e le tue convinzioni puritane, che ti insufflasse il desiderio di vedere tua moglie zanzara accoppiarsi con un somaro e nel momento in cui questo si avvera ti facesse venire la gelosia di Otello. Appena fanno un Autan così, fatemelo sapere, intanto io per non sbagliare nell’attesa uso l’Off.

Qualche po’ di anni fa, a fine inverno, un amico mi prestò un piccolo chalet a Pila, in val d’Aosta. Ad una condizione. Che mi occupassi per qualche giorno del suo giovane pastore tedesco, un cane di buon carattere ma con un nome che la dice lunga sulla fantasia del proprietario: Wolf. Pastore tedesco, Wolf.
Con tutti i nomi belli che ci sono e meno banali per un cane. Per un pastore tedesco. Ne cito tre, giuro i primi che mi vengono in mente.
Chacha, Bellebiotte, Pachiro.
Ma tant’è.
n.d.r. la prosa aulica del racconto gotico è stata mantenuta per la maggior parte della storia. Purtroppo come può accadere, qua e là e soprattutto verso la fine, quando la faccenda si fa più stringente e accorata, si può essere verificato qualche sgancio. Me ne scuso con i lettori e prometto che in una eventuale seconda edizione l’editor starà più attento.

Eravamo partiti un pomeriggio da Torrita io e Giò, il mio socio di pesca e avventure.
Si era partiti ma non si era andati molto lontano.
Sotto il cielo infocato delle Mesas, questo grandissimo cielo americano sereno e terso come le menti dei pazzi…un cielo così grande che noi italiani abituati al cielo di Pinerolo, non ci possiamo neanche immaginare....

Questo racconto non è adatto a chi si giudica animalista troppo severo. Bene farebbe a saltare queste brevi pagine, che non gli piaceranno e

Nell’estate del 1992 mi si prospettò di passare l’estate a Torino e di lavorare per la radio, la celeberrima ma oramai in declino Radio Rai di via Verdi.
Da “ I dialoghi dei call center “ , uno stralcio dal reportage-verità che descrive il lavoro la attitudine e la formazione dei centralinisti dei call center dei numeri di informazioni a pagamento. Ecco una breve conversazione fra l'operatore Diego e un cliente in cerca di una pizzeria.

Cosa fai, se ti trovi un cinghiale di fonte all’improvviso?
Questa domanda venne proposta da me una sera davanti ad un fuoco acceso sulle rive del lago di
Aveva i capelli che gli coprivano appena le orecchie, e si fece fare un taglio deciso che lo lasciò con una testa di capelli corti un paio di centimetri, forse tre.
Capelli ben spuntati, che restituivano l’immagine di un giovanotto dei tempi nostri, efficiente e simpatico.
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Torrita Tiberina
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Castagneto Po
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