Ti amo
Lo diciamo poco, noi maschi, lo diciamo poco. Lo diciamo niente. E se posso dire da maschio io penso che non lo diciamo per qualche satanico rito che ci è stato fatto chissà da chi. Perché se no non si spiega. Ce lo abbiamo sulla punta della lingua ma non si stacca e non parte mai. Molti di noi hanno tanti piccoli “ti amo” appesi alla punta della lingua come dei post it. E se ne vanno in giro così.
Come dice il filosofo Roland Barthes ne il suo “Frammenti di un discorso amoroso” che io non ho letto ovviamente perché sto leggendo i Tex di Repubblica ma comunque mi sono informato.
I libri difficili me li faccio raccontare, tanto ….
Insomma.
C’è una frase che io e Bart abbiamo studiato.
Ti amo.
Dire “Ti amo” al proprio amore dice in sostanza Roland Bart, equivale a un colpo nelle balle. Non perché faccia male,anzi, ma perché non lascia possibilità di replica.
Chi dice ti amo a un altro di fatto impedisce qualsiasi risposta
La donna si lamenta che l’uomo non dice mai ti amo. Dice te lo dico sempre io.
E’ vero.
Non solo. Ma una risposta adeguata dell’uomo è difficile. A un “ ti amo” , che cosa si risponde? L’unica sarebbe rispondere la stessa cosa, “ ti amo“, ma sarebbe un dialogo di imbecilli, come se lei dicesse: c’è da comperare la carta igienica e voi rispondeste c’è da comperare la carta igienica. Capite bene che è un dialogo dei pazzi.
Quindi: rispondere la stessa cosa non va.
Per cui nel momento in cui lei ve lo dice siete fottuti. Non serve rispondere “anch’io”, la battaglia è persa. Ecco che allora, senza darsi troppo pensiero,l’uomo rimedia al ”ti amo” con minchiate quali:
Ti amo
Idem
Ti amo
Idem con patate
Ti amo
Addirittura…
Eccetera.
E non va trascurato il fatto che lei lo dica in momenti inaspettati. Tende a dirlo a tradimento. Non ve lo dice, a luci soffuse in stato di relax, con bella musica mentre vi guardate negli occhi. Lì sareste pronti anche voi e potreste forse anticiparla.
No. Lei è “spontanea”e ve lo dice mentre vi state infilando la maschera da sub e avete già il boccaglio in bocca, al che rispondere “anch’io” suonerebbe pressappoco così:
angrb.
Oppure ve lo dice la mattina mentre siete a metà di una tazzina di caffè.
Un ragazzo di diciotto anni in Mongolia è morto. Un tagiko. Ancora inesperto mentre beveva il caffè di colza la sua fidanzata gli ha detto “ti amo” lui ha provato a rispondere “anch’io” , gli è andato il caffè bollente nella trachea gli è gonfiata la piglottide ed è morto. Purtroppo in certi paesi le distanze…eliambulanze non ce ne sono…non hanno fatto in tempo a…
ALTRI MOMENTI INASPETTATI IN CUI LA DONNA APPROFITTA PER DIRE TI AMO
A metà di uno sciacquo col listering
Quando avete una trota di sette etti all’amo presa in torrente e non in laghetti a pagamento. Quella trota vale come metà della vostra vita. Vorreste dire “ti amo” alla trota. Ma siccome siete nella natura e mezzo affogato in un metro di acqua spumeggiante, a lei viene da dire ti amo e a voi viene da dire minchia se mettevo il filo dello zero venticinque invece che dello zero diciotto adesso non ero qui a tribolare. La levavo via di peso come un’oca dal pollaio.
COME RISOLVERE ILPROBLEMA
Come risolvere il problema . Non propongo mai, e voi lo sapete, un problema senza avere una adeguata soluzione. Cosa fare davanti a un “ti amo” a tradimento? Cosa fare se avete una compagna a cui piace infilzarvi sovente con un “ti amo” ?
Soluzione A
Provate anche voi a dirglielo a tradimento. Ditele “ti amo” mentre è tramortita. Può succedere. In concomitanza con un incidente stradale, o durante un abbassamento di pressione, un ascesso, coliche renali o parto. Durante una rapina. Magari entrambi legati alle sedie dalla banda delle ville.
Soluzione B
più bella.
Preparatevi a gusto vostro una risposta stupefacente. Eccone una, ma è solo indicativa. Preparatevene una migliore,degna della vostra compagna, e al suo “ti amo”rispondete con qualcosa di più articolato del tipo:
Tu ami, ma io te chiero parlar, muchacha de vida. Il mio amore è così grande come un grosso sacco di cellophane che gonfiato da sotto si gonfia così grosso che ci sta dentro Parigi in largo e in lungo. Il mio cuore si spappola tutti i giorni e si riapiccica pensando a te. Oggi è così. Domani peggio. Amore è un parola che non basta. E’ come dire a uno sei vestito se ha solo le mutande. Come dire “vuoi un latte caldo” a uno che si è appena rotto tutti e due i menischi. Tu sei in cima ai miei pensieri, e se ti siedi me li schiacci. Quando penso al tuo corpo sento suonare le trombe e quando ti trombo sento suonare le campane. Vorrei te più di quanto desidero mangiare il secondo poket coffee. Ti vedo e mi viene l’infarto, e ti vedrei ancora per farmi venire il secondo. Sei un filo grosso come quelli che portano i 3000 kw, che accende me che non sono altro che una semplice lampadina. Ho solo un pensiero. Ma se mi faccio strutturare il cranio con operazioni su operazioni in modo da farlo diventare grosso come un boyler, mi basterà a contenere i bei pensieri che ho su di te?
Perle di saggezza
- Oltre l'Autan
- Stupore di cane
- JECKILL E HYDE - Racconto Gotico
- Il cane che divenne saggio
- Josè Peperito - Racconto Western
- La fontana di gatti
- Il mistero del lago Bringuez
- I dialoghi dei call center
- Francesca e il cinghiale
- Il Barbiere
QUANDO NON BASTA L’AUTAN
Si è chiusa l’estate e con essa l’annoso problema zanzare. Ora che siamo fra noi e nessuno ci ascolta, ne il buon dio che quand’anche fosse in ascolto tutto perdona, ne gli animalisti malati. Diciamolo.
Quanto le odiamo? Quelle bestie da dio create ma su progetto del demonio? Quanto. Se alle due di notte, quando vi sentite sciogliere nell’abbandono che prelude all’incoscienza del letargo, che è ciò che di più magnifico il creatore ci ha dato, l’ultima cosa che volete sentire è quel bzzz

Qualche po’ di anni fa, a fine inverno, un amico mi prestò un piccolo chalet a Pila, in val d’Aosta. Ad una condizione. Che mi occupassi per qualche giorno del suo giovane pastore tedesco, un cane di buon carattere ma con un nome che la dice lunga sulla fantasia del proprietario: Wolf. Pastore tedesco, Wolf.
Con tutti i nomi belli che ci sono e meno banali per un cane. Per un pastore tedesco. Ne cito tre, giuro i primi che mi vengono in mente.
Chacha, Bellebiotte, Pachiro.
Ma tant’è.
n.d.r. la prosa aulica del racconto gotico è stata mantenuta per la maggior parte della storia. Purtroppo come può accadere, qua e là e soprattutto verso la fine, quando la faccenda si fa più stringente e accorata, si può essere verificato qualche sgancio. Me ne scuso con i lettori e prometto che in una eventuale seconda edizione l’editor starà più attento.

Eravamo partiti un pomeriggio da Torrita io e Giò, il mio socio di pesca e avventure.
Si era partiti ma non si era andati molto lontano.
Sotto il cielo infocato delle Mesas, questo grandissimo cielo americano sereno e terso come le menti dei pazzi…un cielo così grande che noi italiani abituati al cielo di Pinerolo, non ci possiamo neanche immaginare....

Questo racconto non è adatto a chi si giudica animalista troppo severo. Bene farebbe a saltare queste brevi pagine, che non gli piaceranno e

Nell’estate del 1992 mi si prospettò di passare l’estate a Torino e di lavorare per la radio, la celeberrima ma oramai in declino Radio Rai di via Verdi.
Da “ I dialoghi dei call center “ , uno stralcio dal reportage-verità che descrive il lavoro la attitudine e la formazione dei centralinisti dei call center dei numeri di informazioni a pagamento. Ecco una breve conversazione fra l'operatore Diego e un cliente in cerca di una pizzeria.

Cosa fai, se ti trovi un cinghiale di fonte all’improvviso?
Questa domanda venne proposta da me una sera davanti ad un fuoco acceso sulle rive del lago di
Aveva i capelli che gli coprivano appena le orecchie, e si fece fare un taglio deciso che lo lasciò con una testa di capelli corti un paio di centimetri, forse tre.
Capelli ben spuntati, che restituivano l’immagine di un giovanotto dei tempi nostri, efficiente e simpatico.
Dimmi di tutto
Nuovi Video!!
Book
Torrita Tiberina
Castagneto Po
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