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Beppe Tosco Beppe Tosco fa l’autore televisivo ma vive in posti isolati, vicino a Torrita Tiberina o nelle colline davanti a Chivasso, occupandosi di pesca e canoa. Collabora principalmente con Luciana Littizzetto, ma ha scritto e scrive anche per Enrico Bertolino, Ale e Franz, Luca e Paolo, Sabrina Impacciatore, per il programma “Victor Victoria” e altro ancora. Ogni sabato interviene con brani di satira surreale al programma “La bomba” di Radio Deejay. Nel 2005 ha pubblicato con Mondadori assieme a Carlo Aluffi e Vittorio Collini, Finché matrimonio non ci separi.  
E' finita la benzina “Dal 2028 nei paesi civilizzati si era pagati per defecare. Nei locali pubblici e nelle case munite di appositi contatori, il fornitore di energia veniva ricompensato, e le feci venivano successivamente trattate per ricavarne  commbustibile e fertilizzanti (...). Da oltre settant’anni la gente normale non era più in grado di risparmiare, e i soldi guadagnati bastavano a stento per la pura sopravvivenza. Così alla fine,al termine della vita di un uomo, fra il dare e l’avere la differenza la faceva lei: la cacca prodotta. Chi lo aveva capito, aveva costruito un futuro migliore per i figli. Gli altri, ogni tre stronzi si compravano una Coca Cola.”
Curriculum Attore teatrale per diversi anni, lavora coi più grandi registi  italiani ( Missiroli Ronconi Cobelli Scaparro ) in ruoli di primo piano.
Comincia a lavorare come autore comico radiofonico e televisivo nel 1990 per Radio Due scrivendo e interpretando maratone estive di sketches, poi passa alla TV e comincia la collaborazione con  Luciana Littizzetto.
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Dimmi tutto

Dimmi cosa ne pensi del sito, dei racconti ...insomma di tutto!!

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Erik ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): Ciao Beppe

Ciao,

volevo farti sapere che ho inserito ieri su Youtube i tuoi interventi a "La Bomba" di quest'anno, visto che non c'erano e sono un tuo grande fan mi ha fatto molto piacere farlo.

Spero che la cosa ti faccia piacere, in caso contrario dimmelo pure.

A presto!

Venerdì 27 Agosto 2010

Cristina ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): Risate a crepapelle!

Appena è uscito ho letto "E' finita la benzina". Non avevo mai riso così tanto leggendo un libro! Davvero. Un ridere di gusto, quasi fino alle lacrime. E' stato meraviglioso. Una sensazione stupenda. Chissà quando riuscirò a ripetere. Scriverà ancora un romanzo così? La prego, mi dica che ci sta già pensando...

 

Giovedì 26 Agosto 2010

simone ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): libro

beppe ... sono andato a cercare il tuo libro alla FNAC di torino e non c'era ???

Giovedì 24 Giugno 2010

Giusy ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): Giovedi 17

Ciao Beppe ho trovato la tua cartolina e giovedi' sera al circolo dei lettori c'ero anche io .... bellissima serata molto divertente e grazie per la dedica ... dovresti farlo piu' spesso ... sai che rido ancora adesso !!!!

Sabato 19 Giugno 2010

Guest ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): Mister Radio

Ciao beppe ti ho sentito l'altro giorno al Ruggito del Coniglio. Amo molto la radio e mi ricordo un programma estivo di 20 anni fa: Mister Radio. Era qualcosa di eccezionale, mi facevo tante risate e mi ricordo che c'eri anche te e molti altri bravissimi. programmi come quelli ce ne sono pochi adesso!! Un caro saluto, comprerò il tuo libro e me lo leggerò sulla bellissima spiaggia di fronte a casa mia. (Abito a Piombino di fronte all'Elba)

Alessandra

Giovedì 20 Maggio 2010

antonio ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): A Beppe.

Ciao Beppe, dopo aver ascoltato e partecipato alla trasmissione "non ci sono più le mezze stagioni" dove eri presente come ospite, per prima cosa devo farti i miei complimenti per laLitizzetto che è una donna simpaticissima, poi una cosa veramente assurda, anche oggi il telegiornale di rai uno mentre ero a tavola ho sentito per l'ennesima volta la parola DIRITTO che a volte viene anche pronunciata a sproposito, ma mai sento parlare di DOVERI.

scusami per la dìcrudeltà ma questa volta mi rifaccio alla simpaticissima Luciana Litizzetto, ma siamo solamente noi ad avere i doveri, vogliamo spiegare che prima di avere dei diritti ci sono dei doveri anche da tener presente.

grazie mille e mi scusi per il disturbo

con Affetto Antonio

Sabato 08 Maggio 2010

SILVANO ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): IL LIBRO

BEPPEEEEEEEEE  HO FINITO ORA DI LEGGERE ILTUO LIBRO .... MI HA FATTOOOOO MORIREEEEEEEEEE ..... BELLISSIMOOOOOOOOOOOOO

Mercoledì 05 Maggio 2010

Guest ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): Trilussa

Ciao Beppe, ho appena prenotato il tuo nuovo libro che spero mi diverta come quando ti ascolto il sabato mattina alla radio; oggi ho sentito una specie di poesia di Trilussa sulle misure delle tette, ma che non sono riuscito a trovare. Vorresti farmi la cortesia di farmi sapere il titolo. Grazie.

Ciao.

Lorenzo

 

Sabato 17 Aprile 2010

Lina ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): ti ascoltero'

beppe aspetto per ascoltarti .... ciaoooo

Sabato 17 Aprile 2010

stella ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): 3

certo papà sei propio FANTASTISCH!

ti voglio bene

bacio

Martedì 13 Aprile 2010

Vito ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): Beppe grande

Beppe mi fai morire, ho letto i tuoi racconti e' giuro che spaccano.Ti ascolto anche su radio deej

Ciao Vito 

Venerdì 09 Aprile 2010

Marco Savi ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): Grazie

Volevo ringraziarti, anche se in ritardo, per il pezzo sul Bugiardino delle Medicine a "la Bomba" di qualche settimana fa, ho il Podcast sul desktop del computer (eeeek.. troppo inglese), in caso d'emergenza se non sono allergo... di solito finisco col sentirmi male dal ridere.

Marco Savi da Poggio Mirteto.

Venerdì 02 Aprile 2010

Cecilia ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): ho comprato il libro

ho appena comprato il tuo libro...... il tuo sitoe i tuoi racconti mi hanno convinta !!!  poi ti faro' sapere se mi e' piaciuto.

Buona Pasqua

Cecilia

Venerdì 02 Aprile 2010

Casimiro ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): grande!!

Sei un brande .... mi fai divertire a nastro

Sabato 27 Marzo 2010

guido ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): bravooo

devi mettere assolutamente dove presenti il libro.... ci voglio essere!!!  

Sabato 27 Marzo 2010

Eddy ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): Semplici complimenti.

Vorrei limitarmi solo a farti i miei complimenti, ho iniziato a seguirti in radio con gli sketch del sabato mattina (la cosa migliore che abbia mai sentito nella vita), e adesso vedrò di seguire anche il resto del tuo lavoro compresi i libri.

Bravo.

Ciao. Eddy

Giovedì 18 Marzo 2010

claudio ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): grande

Il cane in home page è bellissimo, dovresti portarlo assieme a Luciana la domenica, sai che figurone sei un grande  

Lunedì 08 Marzo 2010

Monica ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): Che bel cane

ma quel cane bellissimo in home page e' tuo?? 

ho letto i racconti sugli animali tutti molto originali ed intriganti salvo quello sul cane saggio!

sei bravo .. 

moma

Domenica 07 Marzo 2010

Gualtiero ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): condivido

il racconto sui cellulari mi ha fatto morire!!! grande beppe

Sabato 06 Marzo 2010

sofia e andrea ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): domenica sera

ma sai che sei simpaticooo, perche' non vai anche tu con la luciana la domenica??? sarebbe bellissimo!!!

Sabato 06 Marzo 2010

 

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Memento

Perle di saggezza

QUANDO NON BASTA L’AUTAN

 

Si è chiusa l’estate e con essa l’annoso problema zanzare. Ora che siamo fra noi e nessuno ci ascolta, ne il buon dio che quand’anche fosse in ascolto tutto perdona, ne gli animalisti malati. Diciamolo.
Quanto le odiamo? Quelle bestie da dio create ma su progetto del demonio? Quanto. Se alle due di notte, quando vi sentite sciogliere nell’abbandono che prelude all’incoscienza del letargo, che è ciò che di più magnifico il creatore ci ha dato, l’ultima cosa che volete sentire è quel bzzz… accanto all’orecchio che viene e si allontana, e che quando si arresta di scatto deposita su di voi quell’esserino putrido a cui dio avrebbe fatto meglio a destinare come cibo il marmo e farglielo sbriciolare a testate. Puttane. Le zanzare son tutte puttane con rispetto per chi lavora. Bastarde zoccole dovete morire vorrei spezzarvi le zampine e con una mossa di judo infilarvi il vostro stesso pungiglione nel culo. 
Detto questo, passiamo ad osservare brevemente le zanzare dipinte sul soffitto della casa affittata per le vacanze.
Un vezzo del proprietario.
Sono macchioline puntini e sgorbi che nella luce dell’alba chiara dopo la notte di gramerie per colpa dei nostri piccoli afidi che altro non sono se non delle puttane. Le zanzare son tutte puttane con rispetto per chi lavora. Bastarde zoccole dovete morire vorrei spezzarvi le zampine e con una mossa di judo infilarvi il vostro stesso pungiglione nel culo. 
Ho fatto copia e incolla, ne valeva la pena. Dicevo. Dopo una notte passata a soffrire, veder nella prima luce quei piccoli imbrogli dipinti al soffitto porta a prendere una sedia, salirci, e con gli occhi ancora velati piazzare una manata di forza su uno di quei simulacri, di quegli inganni malnati. E spesso ciò che colpiamo con forza è un chiodo. La testina di un chiodino insulso alla quale il palmo della mano si attacca e tocca chiamare il 118.
Se ne prendo qualcuna la lascio distrutta dov’è o meglio ancora la metto in bella vista , di monito alle altre. Dobbiamo forse dar  ragione al conte Dracula che impalava i nemici e li lasciava a monito sui confini? Mi chiedo se a fronte di provocazioni importanti non reagirei così anch’io e anche voi. Attenti a giudicare allora.
Ma veniamo al tema che mi preme. I prodotti per eliminare le zanzare.
Cominciamo dai prodotti considerati i migliori dagli amanti dell’ecologia, i prodotti naturali. Cominciamo dai vari citronelli limoncelli gerani lattughino e cetriol.  
Eliminano le zanzare. Ma l’anno dopo che vi hanno punto.
Infondono alla zanzara solo malesseri leggeri, piccoli fastidi, contrattempi.
Colorito brutto, brufoli, doppie punte...senso di affaticamento, prurito, una certa rigidità nelle articolazioni,  leggera stitichezza.
La zanzara che respira cetriol subisce danni che non le impediscono di farne a voi.
Cammina momentaneamente coi piedi piatti, suda intorno al collo, non riesce a scacciare l’odore dell’aglio neppure mettendo le dita con cui lo ha sfogliato sotto l’acqua corrente, accusa pruriti e acne giovanile ma nulla di più, nulla che le impedisca di mordere. Una zanzara tigre che inala limonetto o citronassa strabuzza gli occhi ha un cedimento delle zampe poi tira un rutto e sta meglio di prima. Il geranio invece le spettina.
Amici naturopati? A me sta bene curare il catarro a tempi lunghi,  levarmi le allergie con prodotti omeopatici che intervengono nell’arco di sessant’anni, mi piace anche, se ho mal di schiena, spalmarmi l’arnica che risolve un colpo della strega nell’arco di soli sei mesi e con l’impiego di appena dieci chili di pomata. Ci credo, ci sto.
Ma le zanzare me le dovete levare dalle balle subito. Fate come vi pare, volete usare solo prodotti naturali che non intossicano? E allora sparateglieli contro, almeno! Un tronchetto di liquirizia è naturale ma alla zanzara fa male solo se glielo sparate in testa.
Con gli zampironi ho fatto pace. Incastrare due spirali una nell’altra l’ho già detto in altra sede è da persone psichicamente disturbate, ma ci ho fatto pace. Me ne sono fatto una ragione, non ci penso più. Ora non cerco più di districarli, li brucio insieme e vaffanculo. Fanno più fumo che una portaerei in fiamme ma almeno mi sento meno stupido che a giocare agli Shangay  con due spiralette ritorte.
Ma è dell’Autan, che voglio parlare.
Io l’ho sempre considerato un amico. Nell’arco degli anni me ne sono fatto piacere anche l’odore. Vado a pesca se è il caso patinato di Autan. Lo uso in stick, spray, liquido e se lo facessero da dare a pennello mi darei due mani più una terza di rifinitura, ma adesso che è uscito l’Autan Extreme rifletto.
Se l’Autan normale funzionava, come mai, fare l’Extreme?  Se l’Autan è già micidiale, come mai hanno fatto l’Autan Plus e l’Estreme?
Delle due l’una. O quello normale non fa, e allora perché lo vendete, o l’Extreme  fa di più. Ma cosa? Oltre a uccidere le zanzare ne violenta gli orfani?  Saccheggia le loro case e chiude loro i canali umanitari?
Non sarà che anche in questo caso subentra la bella abitudine che abbiamo da un po’ di tempo in qua di dovere sempre andare oltre? Di esagerare? Ecco che allora mi metto anch’io, a esagerare. Mi piace.  

Autan Ipno.

Convince le zanzare che le mosche siano più gustose di noi. E ci leviamo due belle rogne in un colpo solo.

Autan reverse. Storce loro il pungiglione. Convinte di forare noi si penetrano da sole.

Autan Paralize. Inibisce loro le ali. Le zanzare restano tali ma devono andare a piedi. Passando il tempo con quelle zampine ridicole a inseguirci nei nostri spostamenti senza mai raggiungerci. Ci fosse lo vorrei. Vederle camminare in gregge dietro di me che con un passo ne faccio mille dei loro. Aspettare osservandole con la coda dell’occhio e quando stanno per raggiungermi fingere di aver dimenticato qualcosa nell’altra stanza.

Autan Tango. Prima di immergere il loro pungiglione nella nostra pelle la zanzara zampetta a lungo per trovare il punto buono. Col Tango non smetterà più di farlo. Avremo quindi zanzare che non mordono ma si esibiscono in un tango figurato sul nostro corpo, non solo ma trovandosi in numero maggiore di 12 le zanzare si esibiranno anche in balli di gruppo da festa del patrono.

Ed ora spingiamoci sulla cattiveria vera, quella che ci vuole quando l’avversario è odioso.

Autan Sodomy. Allucinogeni e ferormoni costringeranno le zanzare ad estenuanti rapporti contro natura fino al collasso.

Autan versus Zampirone. Con questa innovativa varietà di Autan le zanzare  si concentreranno tutte e solo per pungere quel pirla che ha messo nelle confezioni due zampironi incastrati uno nell’altro, scusate ma questa cosa a differenza di quel che credevo non mi va giù. Lo voglio vedere coperto di zanzare come se indossasse una felpa. Sto pirla. Volevi risparmiare, cretinetti? Ma non lo sai che nove volte su dieci ci si sbriciolano in mano? Per un tuo vezzo, io devo farmi venire la pazienza che non ho, per disincastrare quei due mattoncini friabili? E per buona misura mi metti anche i ferretti per tener sollevato il tuo fetido prodotto di lamierino che si piegano solo a guardarli?  Voglio un Autan che le zanzare del mondo te le dirotti tutte contro. E hai poi voglia, di cincischiare con le dita i tuoi zampironi del piffero. Ti gonfiano, caro mio.
E terminiamo con un ultimo Autan , micidiale, che vorrei colpisse solo ed esclusivamente un, tipo di zanzare. Quelle luride carogne nate male che dovrebbero incenerirsi quando sono ancora nel ventre della loro madre e farla esplodere quando ancora prova piacere per l’accoppiamento.
Parlo delle zanzare che ti pizzicano sulle nocche delle mani o peggio sulle dita dei piedi.
Hai tanto posto, dove mordere, tanto. Anche il più mingherlino di noi si porta appresso almeno 40 chili di carne e qualche metro quadrato di pelle.  Spazio ce n’è. E tu mi mordi sulle nocche? Dove grattare non da sollievo?
Se c’è una cosa buona, nel morso delle zanzare, è potersi grattare alla faccia di tutti quelli che dicono che grattare è peggio. Sarà peggio, ma al momento è un toccasana. Meno che sulle nocche e sui ditini dei piedi.
Lì diventa supplizio.
E tu lì, mi vai a mordere? Su una sagoma di un metro e ottanta per sessanta spessa trenta? Faccia di merda? Succhiavi la stessa broda da qualsiasi altra parte, no? Il sangue che circola lì è uguale a tutto il resto in circolazione! Ma tu no. Tu scegli le parti in cui la carne è poca e il tuo veleno si concentra meglio. E ancora di più ti odio. E vorrei che uno scienziato pazzo costruisse un Autan che a inalarlo ti rotolasse nelle allucinazioni e nella mente dei matti. Che un sospiro solo di quell’Autan ti infondesse la voglia irresistibile di iscriverti ad una delle università della Cepu. Che solo un alito di questo godibilissimo Autan ti togliesse la voglia di vivere ma non ti facesse venire quella di morire, in modo tale da vederti girare come uno zombi di Michael Jackson. Vorrei che non ci fossero paludi per te, ne pozze di acqua stagnante su cui sostare ne luogo in cui tu possa anche solo per un attimo riposare ma ti costringesse solo e sempre a volare fino a che le tue ali si consumeranno, la loro portanza non sarà più in grado di sostenerti e picchierai di muso sul selciato rovente di Gubbio durante la corsa dei Ceri.  E che infine, per toccare anche gli affetti a te più cari e le tue convinzioni puritane, che ti insufflasse il desiderio di vedere tua moglie zanzara accoppiarsi con un somaro e nel momento in cui questo si avvera ti facesse venire la gelosia di Otello. Appena fanno un Autan così, fatemelo sapere, intanto io per non sbagliare nell’attesa uso l’Off.

 

 

 

 

bau

 

 

 


Qualche po’ di anni fa, a fine inverno, un amico mi prestò un piccolo chalet  a Pila, in val d’Aosta. Ad una condizione. Che mi occupassi per qualche giorno del suo giovane pastore tedesco, un cane di buon carattere ma con un nome che la dice lunga sulla fantasia del proprietario: Wolf. Pastore tedesco, Wolf.
Con tutti i nomi belli che ci sono e meno banali per un cane. Per un pastore tedesco. Ne cito tre, giuro  i primi che  mi vengono in mente.
Chacha, Bellebiotte, Pachiro.
Ma tant’è.

n.d.r. la prosa aulica del racconto gotico è stata mantenuta per la maggior parte della storia. Purtroppo come può accadere, qua e là e soprattutto  verso la fine, quando la faccenda si fa più stringente e accorata, si può essere verificato qualche sgancio. Me ne scuso con i lettori e prometto che in una eventuale seconda edizione l’editor starà più attento.

Eravamo partiti un pomeriggio da Torrita io e Giò, il mio socio di pesca e avventure.
Si era partiti ma non si era andati molto lontano.

Sotto il cielo infocato delle Mesas, questo grandissimo cielo americano sereno e terso come le menti dei pazzi…un cielo così grande che noi italiani abituati al cielo di Pinerolo, non ci possiamo neanche immaginare....

 

Questo racconto non è adatto a chi si giudica animalista troppo severo. Bene farebbe a saltare queste brevi pagine, che non gli piaceranno e



Nell’estate del 1992 mi si prospettò di passare l’estate a Torino e di lavorare per la radio, la celeberrima ma oramai in declino Radio Rai di via Verdi.

Da “ I dialoghi dei call center “ , uno stralcio dal reportage-verità che descrive il lavoro la attitudine e la formazione dei centralinisti dei call center dei numeri di informazioni a pagamento. Ecco una breve conversazione fra l'operatore Diego e un cliente in cerca di una pizzeria.




Cosa fai, se ti trovi un cinghiale di fonte all’improvviso?

Questa domanda venne proposta da me una sera davanti ad un fuoco acceso sulle rive del lago di

Aveva i capelli che gli coprivano appena le orecchie, e si fece fare un taglio deciso che lo lasciò con una testa di capelli corti un paio di centimetri, forse tre.
Capelli ben spuntati, che restituivano l’immagine di un giovanotto dei tempi nostri, efficiente e simpatico.



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Torrita Tiberina

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