Josè Peperito - Racconto Western
Sotto il cielo infocato delle Mesas, questo grandissimo cielo americano sereno e terso come le menti dei pazzi…un cielo così grande che noi italiani abituati al cielo di Pinerolo, non ci possiamo neanche immaginare....
lì...fra le dune di sabbia fottute dal vento della prateria, in mezzo a pinnacoli di rocce laviche..Tex Willer, insieme con il fido Kit Carson segue le tracce di un gruppo di bandidos là sulla Mesa Granda a cavallo del Tonto River. Quando ecco ad un tratto...un luccichìo fra le rocce.
Qualcuno con un fucile sta pigliando di mira i nostri pards.
Tex , cui non sfugge mai nessun luccichio di fra le rocce, tira fuori la sua colt e da 600 metri, tachounnnnnn....fa secco il bandido.
“Pedro se n’è andato”, fa uno dei bandidos, ce lo avevo detto,di mettere un po' di cipria su sta canna del fucile..“Provaci tu, Alvarez!” Fa il capo dei bandidos. Alvarez prende il fucile, gli passa la cipria, si affaccia appena appena dalla roccia....piglia la mira, sorride.. tachounnnnnn ….l’eco dello sparo di Tex rimbalza da roccia a roccia come una cicca in bocca a un cane.
Ciao Alvarez.
Tex, nel sorriso di Alvarez aveva visto il luccichìo di dente d’oro.Il capo dei bandidos allora, dà l’incarico di sparare a Josè.
Chi è Josè:Josè. Un bandido alla fine della carriera. Un hombre che non vale un pesos. Sui cinquanta suonati, solo nella vita senza affetti, rapinatore di banche da trent’anni, ancora gli fanno tenere i cavalli mentre gli altri rapinano.Non lo fanno neanche entrare , in banca, a Josè. Lui resta fuori.
Un manovale del crimine.
Josè prende il fucile. Già gli balla l’occhio.Lui, un fallito, ha la possibilità di sparare a Tex Willer, un vincente.Josè dipinge di nero tutto il fucile. Josè si toglie il cinturone gli speroni e la catenina .Josè si toglie i denti.Finti? Tutti. Finti e veri per sicurezza.
Via cinturone pantaloni e mutande. Via la canotta nudo.
Alè.Non vuole sbagliare è la sua grande occasione. Può riscattare la sua vita di bandido mediocre.
Josè mette il colpo in canna. Gli occhi dei suoi companeros son tutti su di lui.Protagonista una volta nella vita!
Vai Josè!! Josè prega. Di non sbagliare, Prega Santa Veracruz. Poi punta.. e ecco. Ha Tex, Tex Willer , il nemico numero uno sotto tiro. Tex non lo può vedere, perchè non c’è nulla che possa luccicare. Nessuno c’era mai riuscito prima e invece adesso Josè, proprio lui, è lì. Deve solo premere e il suo nome sarà scritto a lettere d’oro nell’album dei killer. A questo punto del racconto: Per chi si tifa?fffanculo, per Josè.Josè appoggia il dito sul grilletto. E pensa a sua mamma, Carmen Peperito. Fa Peperito, di cognome, Josè.
A tutte le volte che per farlo studiare da bandido mamma Carmen lavava le scale dei signori fin dalle tre di mattina.
Josè carezza il grilletto. Pensa a suo figlio, che non è mai nato.
Se adesso potesse essere quì, a vedere che fa papà. Josè pensa a tutto questo.
E nel momento in cui deve premere il grilletto..Gli scende , dall’occhio..
Luccicando..
Una lacrima. tachounnnnnn….
Perle di saggezza
- Oltre l'Autan
- Stupore di cane
- JECKILL E HYDE - Racconto Gotico
- Il cane che divenne saggio
- Josè Peperito - Racconto Western
- La fontana di gatti
- Il mistero del lago Bringuez
- I dialoghi dei call center
- Francesca e il cinghiale
- Il Barbiere
QUANDO NON BASTA L’AUTAN
Si è chiusa l’estate e con essa l’annoso problema zanzare. Ora che siamo fra noi e nessuno ci ascolta, ne il buon dio che quand’anche fosse in ascolto tutto perdona, ne gli animalisti malati. Diciamolo.
Quanto le odiamo? Quelle bestie da dio create ma su progetto del demonio? Quanto. Se alle due di notte, quando vi sentite sciogliere nell’abbandono che prelude all’incoscienza del letargo, che è ciò che di più magnifico il creatore ci ha dato, l’ultima cosa che volete sentire è quel bzzz

Qualche po’ di anni fa, a fine inverno, un amico mi prestò un piccolo chalet a Pila, in val d’Aosta. Ad una condizione. Che mi occupassi per qualche giorno del suo giovane pastore tedesco, un cane di buon carattere ma con un nome che la dice lunga sulla fantasia del proprietario: Wolf. Pastore tedesco, Wolf.
Con tutti i nomi belli che ci sono e meno banali per un cane. Per un pastore tedesco. Ne cito tre, giuro i primi che mi vengono in mente.
Chacha, Bellebiotte, Pachiro.
Ma tant’è.
n.d.r. la prosa aulica del racconto gotico è stata mantenuta per la maggior parte della storia. Purtroppo come può accadere, qua e là e soprattutto verso la fine, quando la faccenda si fa più stringente e accorata, si può essere verificato qualche sgancio. Me ne scuso con i lettori e prometto che in una eventuale seconda edizione l’editor starà più attento.

Eravamo partiti un pomeriggio da Torrita io e Giò, il mio socio di pesca e avventure.
Si era partiti ma non si era andati molto lontano.
Sotto il cielo infocato delle Mesas, questo grandissimo cielo americano sereno e terso come le menti dei pazzi…un cielo così grande che noi italiani abituati al cielo di Pinerolo, non ci possiamo neanche immaginare....

Questo racconto non è adatto a chi si giudica animalista troppo severo. Bene farebbe a saltare queste brevi pagine, che non gli piaceranno e

Nell’estate del 1992 mi si prospettò di passare l’estate a Torino e di lavorare per la radio, la celeberrima ma oramai in declino Radio Rai di via Verdi.
Da “ I dialoghi dei call center “ , uno stralcio dal reportage-verità che descrive il lavoro la attitudine e la formazione dei centralinisti dei call center dei numeri di informazioni a pagamento. Ecco una breve conversazione fra l'operatore Diego e un cliente in cerca di una pizzeria.

Cosa fai, se ti trovi un cinghiale di fonte all’improvviso?
Questa domanda venne proposta da me una sera davanti ad un fuoco acceso sulle rive del lago di
Aveva i capelli che gli coprivano appena le orecchie, e si fece fare un taglio deciso che lo lasciò con una testa di capelli corti un paio di centimetri, forse tre.
Capelli ben spuntati, che restituivano l’immagine di un giovanotto dei tempi nostri, efficiente e simpatico.
Dimmi di tutto
Nuovi Video!!
Book
Torrita Tiberina
Castagneto Po
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